Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Direzione generale per la motorizzazione
Parere su schema di decreto concernente la disciplina della piattaforma telematica ReAT presso il CED della Direzione generale per la motorizzazione
Sintesi del provvedimento
Il Garante esprime parere favorevole condizionato sullo schema di decreto che disciplina il Registro elettronico delle Agenzie Telematiche (ReAT), imponendo specifiche condizioni per garantire conformità ai principi di protezione dei dati. Le criticità riguardano la minimizzazione dei dati acquisiti, la definizione delle basi giuridiche, i termini di conservazione e le misure di sicurezza. Il Garante richiede inoltre una valutazione d'impatto in ossequio al principio di responsabilizzazione.
Conservazioni prolungate di dati personali devono essere orientate a finalità penali specifiche e bilanciate rispetto ai termini di prescrizione per garantire proporzionalità e sicurezza.
Approfondimento
Soggetti coinvolti
Agenzie telematiche autorizzate all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto; titolari e responsabili professionali delle agenzie; personale degli uffici di motorizzazione civile; personale della Direzione generale territoriale
Riferimenti normativi
Lettura del caso
Temi affrontati — Trattamento dati personali in registro telematico pubblico: minimizzazione, base giuridica, conservazione e sicurezza
Conseguenze — Il Garante esprime parere favorevole condizionato. Il decreto dovrà: specificare le banche dati CCIAA per verifiche di rappresentanza; limitare l'acquisizione ai soli estremi dell'autorizzazione provinciale anziché copia integrale; conformare la base giuridica delle verifiche CED; precisare le tipologie di dati conservati per 5 anni e la decorrenza del termine; orientare la conservazione per 35 anni esclusivamente all'accertamento di reati specifici bilanciandola con i termini di prescrizione; adottare misure di sicurezza adeguate per dati conservati; richiamare nello schema tutti i principi GDPR di cui artt. 5, 24, 25, 32; valutare la necessità di effettuare una valutazione d'impatto ex art. 35 GDPR.
Nella conservazione prolungata di dati (35 anni), specificare sempre le fattispecie di reato accertabili e bilanciarle con i termini di prescrizione per garantire proporzionalità.
AISintesi generata con intelligenza artificiale
Questa è una sintesi indipendente, non un documento ufficiale del Garante. Il testo integrale e autentico del provvedimento è disponibile sul sito ufficiale garanteprivacy.it.