Ufficio del Difensore civico della Regione Piemonte
parere su istanza di accesso civico
Sintesi del provvedimento
Il Garante valuta la richiesta di accesso civico generalizzato a una proposta di risarcimento stragiudiziale presentata a un ente pubblico. Pur concordando che le informazioni riferite all'ente e alla società non costituiscono dati personali, rileva che il documento contiene dati riguardanti condanne penali e reati, e che gli avvocati difensori sono controinteressati non coinvolti nel procedimento. Conclude che non emergono elementi per discostarsi dal provvedimento di diniego, pur suggerendo una riarticolazione della motivazione.
L'accesso civico a proposte risarcitorie stragiudiziali va negato quando protegge il segreto professionale dell'avvocato e la strategia difensiva, indipendentemente da chi sia parte principale nel documento.
Approfondimento
Soggetti coinvolti
Riferimenti normativi
Lettura del caso
Temi affrontati — accesso civico e protezione dati personali in atti stragiudiziali
Conseguenze — Il Garante sostiene il provvedimento di diniego del Comune di Stresa relativamente all'accesso civico alla proposta di risarcimento stragiudiziale. Raccomanda al Comune di riesaminare e fornire una motivazione più completa e congrua, previa attivazione nei confronti dei soggetti controinteressati, con specifico riferimento ai limiti derivanti dalla protezione dei dati personali e dal segreto professionale.
Gli accordi transattivi stragiudiziali contengono elementi professionali protetti dal segreto; il coinvolgimento dei controinteressati nel procedimento di accesso è obbligatorio prima del rilascio.
AISintesi generata con intelligenza artificiale
Questa è una sintesi indipendente, non un documento ufficiale del Garante. Il testo integrale e autentico del provvedimento è disponibile sul sito ufficiale garanteprivacy.it.