INPS - Istituto nazionale previdenza sociale
ordinanza ingiunzione con sanzione amministrativa pecuniaria e ammonimento
Sintesi del provvedimento
Il Garante dichiara illeciti i trattamenti dati effettuati dall'INPS nella procedura DSU precompilata dell'ISEE, che hanno consentito la visualizzazione non autorizzata dei dati anagrafici (codice fiscale, cognome, nome, data di nascita) di 47.464 interessati appartenenti a comunità conviventi (strutture di riposo, comunità religiose, contesti di cura e assistenza). La violazione è derivata da malfunzionamento tecnico nella precompilazione dei nuclei familiari basata su convivenze anagrafiche acquisite dall'ANPR. Il Garante applica una sanzione di 40.000 euro per le violazioni di liceità, base giuridica, minimizzazione dei dati e accountability, e dirige un ammonimento per aver consentito l'accesso ai servizi online da parte di minori. È disposta la pubblicazione del provvedimento.
Trattamenti dati non idonei a finalità legittime e sproporzionati, derivanti da malfunzionamenti tecnici, violano liceità e minimizzazione anche se interessano dati semplici, ove espongono categorie vulnerabili senza controllo dell'interessato.
Approfondimento
Soggetti coinvolti
47.464 interessati; 2.919 soggetti che hanno visualizzato effettivamente i dati altrui (2.188 in prima persona, 731 tramite delegati); 1.527 minorenni inclusi nei dati visualizzati; 1.989 convivenze anagrafiche interessate; 519 delegati dell'identità digitale (amministratori di sostegno, curatori, delegati generici, tutori)
Riferimenti normativi
Lettura del caso
Temi affrontati — violazioni di liceità, base giuridica, minimizzazione e accountability nel trattamento dati di conviventi in strutture
Conseguenze — L'INPS è ordinato di pagare 40.000 euro entro 30 giorni dalla notificazione, con facoltà di definizione mediante pagamento di 20.000 euro entro 30 giorni; ammonimento per l'accesso ai servizi online da parte di minori; pubblicazione del provvedimento sul sito del Garante; annotazione delle violazioni nel registro interno dell'Autorità
- larga platea di interessati (47.464) in situazioni vulnerabili
- visualizzazione prolungata nel tempo
- coinvolgimento di minori (1.527 minorenni interessati)
- appartenenza dei dati a categorie sensibili (strutture di cura, assistenza, religiose)
- procedure impostate non conformi alla normativa vigente
- malfunzionamento tecnico fortuito (non negligente errore di impostazione)
- complessità del quadro regolatorio vigente al momento della condotta per le identità digitali di minori
- assenza di precedenti violazioni pertinenti
- violazione minore ex art. 83 par. 2 GDPR e cons. 148
- una sola segnalazione ricevuta nonostante il lasso di tempo della disfunzione
- nessun danno accertabile o pregiudizio dimostrabile per gli interessati
- dati erano semplici (anagrafici) in contesti di convivenza
- collegamento ai dati mediato ed eventuale
- riserva espressa nella procedura che il nucleo precompilato poteva non coincidere con quello ai fini ISEE. Fattori
Verificare che le procedure di precompilazione dati non espongano automaticamente informazioni di conviventi; controllare accesso ai servizi da parte di minori tramite identità digitale delegata; implementare filtri tecnici per comunità conviventi.
AISintesi generata con intelligenza artificiale
Questa è una sintesi indipendente, non un documento ufficiale del Garante. Il testo integrale e autentico del provvedimento è disponibile sul sito ufficiale garanteprivacy.it.