Internet e social media
9 provvedimenti — 4 sanzioni, 0 pareri, 5 altro
14/07/2026
Lusha Systems Inc.
Il Garante sanziona Lusha Systems Inc. per illecito trattamento dei dati personali di circa XX interessati italiani, acquisiti senza adeguata base giuridica tramite raccolta da fonti pubbliche e archiviate in database commerciale B2B. La Società ha violato i principi di liceità, trasparenza e minimizzazione dei dati, nonché l'obbligo di informativa, oltre a realizzare un monitoraggio strutturale del comportamento lavorativo degli interessati. AI
11/06/2026
Persona fisica
Il Garante dichiara illecita la condotta del titolare del trattamento consistita nella pubblicazione di dati personali di soggetti minorenni (nome, cognome, data di nascita) su un sito internet dedicato a ranking e competizioni sportive, in assenza di idonea base giuridica, del principio di minimizzazione, di informativa privacy e di criteri certi di conservazione. Prende atto della rimozione integrale dei dati e della sospensione del sito, e rivolge ammonimento al titolare rimandolo al rispetto dei principi di liceità, correttezza e minimizzazione nei futuri trattamenti, con particolare richiamo all'acquisizione del consenso specifico degli interessati e dei genitori per i minori. AI
14/05/2026
Comune di Mirabella Imbaccari
Il Garante ha sanzionato il Comune di Mirabella Imbaccari per aver pubblicato online, senza idonea base normativa e in violazione del principio di minimizzazione, delibere di giunta contenenti dati personali in chiaro del ricorrente, nonché per la mancata nomina del Responsabile della protezione dei dati con omessa comunicazione dei contatti all'Autorità. AI
29/04/2026
Sig.ra XX
Il Garante ha dichiarato illecito il trattamento consistente nella pubblicazione su social network di immagini raffiguranti minori infraquattordicenni, effettuata dalla madre senza il consenso dell'altro genitore esercente la responsabilità genitoriale. Ha disposto il divieto di ulteriore trattamento delle immagini con riguardo alla loro pubblicazione su social network e ha ammonito la destinataria sulla necessità di acquisire il previo consenso dell'altro genitore per simili pubblicazioni. AI
17/04/2026
Lanonium B.V.
Il Garante, in conformità al progetto di decisione vincolante dell'autorità capofila olandese e in applicazione della procedura IMIA56, rigetta il reclamo presentato da cittadino italiano contro Lanonium B.V. Il reclamante aveva lamentato il trattamento illecito dei propri dati personali tramite il sito dolcumento.com, in particolare l'impossibilità di scegliere se autorizzare il trasferimento dei dati a terzi e l'accesso non autorizzato ad altri siti web tramite credenziali comuni. L'autorità capofila olandese ha ritenuto che la presunta violazione fosse già cessata a seguito della risoluzione del bug software da parte del fornitore informatico il 24 marzo 2025, che le conseguenze fossero annullate, che non vi fossero prove di intenzionalità da parte di Lanonium e che non sussistessero gravi ripercussioni sull'interessato. Il Garante italiano, nel rispetto del principio di prossimità e in assenza di obiezioni pertinenti alla decisione vincolante, ha ritenuto di dover adoptare il provvedimento di rigetto. AI
26/03/2026
Eni S.p.A.
Il Garante accerta la violazione degli artt. 5 par. 1 lett. a) e 6 par. 1 GDPR per la pubblicazione integrale di un atto di citazione contenente dati personali identificativi di 12 interessati (nomi, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzi) sul sito web della Società in relazione a una causa di climate litigation. Eni è sanzionata con €96.000 per il trattamento illecito e ingiunto il pagamento entro 30 giorni. AI
26/03/2026
Comune di Cassino
Il Garante ha sanzionato il Comune di Cassino per la diffusione online di dati personali identificativi e reddituali di un soggetto, mantenuti sul sito istituzionale per oltre un anno e mezzo senza base giuridica idonea e in violazione del principio di minimizzazione. Sebbene l'ente abbia successivamente rimosso i dati e collaborato nel procedimento, la violazione è stata ritenuta di gravità media e colposa, derivante dalla convinzione errata di dover pubblicare i documenti per obbligo di trasparenza. AI
12/03/2026
Google LLC
Il Garante dichiara infondato il reclamo presentato da un cittadino estero che chiedeva la rimozione dai risultati di ricerca di URL riferiti a una sua condanna penale ormai espiata. Sebbene Google abbia già adottato misure per alcuni URL, il Garante ritiene che per gli URL restanti non sussistono i presupposti per il riconoscimento del diritto all'oblio, data la gravità dei reati contestati, il limitato periodo di tempo trascorso e il ruolo pubblico attualmente ricoperto dall'interessato. AI
26/02/2026
Google LLC
Il Garante accoglie il reclamo dell'interessato e ordina a Google LLC la rimozione da risultati di ricerca di 28 URL contenenti informazioni relative a procedimenti penali archiviati, ritenendo che la permanenza online non rispondesse a interesse pubblico prevalente sul diritto all'oblio. Google aveva già rimosso spontaneamente alcuni URL; per i restanti, il Garante impone la deindicizzazione entro venti giorni. AI
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