Videosorveglianza e GDPR
32 provvedimenti — 26 sanzioni, 3 pareri, 3 altro
Le telecamere sono uno dei temi su cui il Garante interviene più spesso, e quasi sempre per gli stessi motivi: un impianto che riprende più di quanto serva, un cartello informativo assente o incompleto, immagini conservate oltre il necessario, oppure riprese usate per controllare l'attività dei dipendenti invece che per la sicurezza. I provvedimenti raccolti qui mostrano come l'Autorità valuta caso per caso — cosa inquadra l'impianto, chi può accedere alle immagini, per quanto tempo restano registrate, se esiste una base giuridica proporzionata allo scopo dichiarato. Sono decisioni reali, ciascuna con il link al testo integrale pubblicato dal Garante.
03/09/2026
Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRIM
Il Garante accerta violazioni degli artt. 5, 6, 12, 13, 35 e 88 GDPR in riferimento a un impianto di videosorveglianza attivato in fase di test senza adeguata trasparenza, base giuridica e DPIA. La sanzione di 10.000 euro è determinata quale importo basso considerate le circostanze attenuanti, con ordine di pubblicazione sul sito istituzionale. AI
03/09/2026
Azienda Speciale per la Gestione degli Impianti Sportivi del Comune di Trento (A.S.I.S.)
Il Garante ha accertato l'illiceità del trattamento mediante videosorveglianza all'interno degli spogliatoi della piscina comunale di Trento, operato senza base giuridica e in violazione dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione dei dati. L'Azienda ha omesso di fornire adeguata informativa agli interessati e di rispettare i termini di conservazione. È stata comminata una sanzione pecuniaria di 8.000 euro, con pubblicazione dell'ordinanza sul sito del Garante, tenuto conto della disattivazione tempestiva dei dispositivi e della buona cooperazione dimostrata. AI
14/07/2026
La Terrazza
Il Garante ha accertato l'illiceità del trattamento effettuato mediante impianto di videosorveglianza per violazione dei principi di liceità, trasparenza e limitazione dell'acquisizione ai soli dati pertinenti, dovuta all'assenza di informativa idonea e alla ripresa di spazi pubblici. È stata comminata sanzione pecuniaria di euro 700, ridotta da fattori attenuanti quali l'assenza di precedenti specifici e gli interventi correttivi successivi all'accertamento. AI
14/07/2026
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
Il Garante esprime parere favorevole sullo schema di decreto legislativo volto ad adeguare la normativa interna al regolamento IA 2024/1689, con sette condizioni sostanziali riguardanti l'utilizzo di sistemi di IA per l'attività di polizia, la gestione dei dati biometrici, le misure di sicurezza e le valutazioni di impatto. Le principali richieste di integrazione riguardano la sorveglianza umana, i divieti di scraping, la qualità dei dati, la cancellazione e la non incrementalità delle banche dati, nonché l'elaborazione ex post dei dati biometrici. AI
18/06/2026
Comune di Vasto
Il Garante sanziona il Comune di Vasto per violazioni del GDPR relative a un sistema di videosorveglianza per il rilevamento delle infrazioni stradali. Le violazioni riguardano la mancanza di informative adeguate agli interessati, la mancata esecuzione tempestiva della valutazione d'impatto e l'insufficiente minimizzazione dei dati raccolti. Il Comune è condannato al pagamento di 5.000 euro e all'adozione di misure correttive entro 30 giorni. AI
11/06/2026
Comune di Brescia
Il Garante esprime parere non favorevole sulla DPIA relativa al sistema di body cam della Polizia locale di Brescia per gravi criticità in materia di protezione dei dati, segnatamente: gestione esclusiva delle chiavi crittografiche da parte del fornitore, rischio di trasferimento dati in Paesi terzi, mancata verifica sulla liceità del trattamento dei non-content data e inadeguate garanzie sui sub-responsabili. AI
11/06/2026
Titolare di uno studio professionale in Cassano Irpino (AV)
Il Garante sanziona il titolare di uno studio per l'installazione di un sistema di videosorveglianza che riprendeva spazi pubblici senza informativa, in violazione dei principi di liceità, minimizzazione e trasparenza. Le telecamere acquisivano anche segnale audio in assenza di adeguata base giuridica e informazione agli interessati. Il titolare ha successivamente rimosso le riprese di aree pubbliche, disattivato la funzionalità audio e installato cartelli informativi. AI
28/05/2026
Ristorante Carlo Menta s.r.l.
Il Garante ordina il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.400,00 nei confronti di Ristorante Carlo Menta s.r.l. per la violazione dei principi di trasparenza nella gestione di un impianto di videosorveglianza. La società non aveva installato idonei cartelli informativi volti a rendere edotti gli interessati della presenza del sistema di videosorveglianza, costituendo violazione degli articoli 5, paragrafo 1, lettera a) e 13 del Regolamento (UE) 2016/679. Il Garante ingiunge inoltre l'adeguamento della cartellonistica con l'integrazione del contenuto informativo minimo e il corretto posizionamento delle informative in prossimità delle aree interne ed esterne oggetto di sorveglianza. AI
28/05/2026
Rosetta Trastevere s.r.l.s.
Il Garante dichiara illecito il trattamento di dati personali effettuato mediante impianto di videosorveglianza presso il laboratorio artigianale La Fornarina a Roma, per violazione del principio di trasparenza di cui agli artt. 5, par. 1, lett. a) e 13 del Regolamento (UE) 2016/679, a causa della mancanza di idonei cartelli informativi sulla presenza del sistema di videosorveglianza. Irrogata sanzione di euro 700,00 e ingiunto l'adeguamento della cartellonistica con informazioni complete sul titolare del trattamento e diritti degli interessati. AI
Domande frequenti
La videosorveglianza sui dipendenti è consentita?
Il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori non è consentito in quanto tale. Le telecamere possono essere installate per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro o per la tutela del patrimonio aziendale, e in quel caso l'art. 4 dello Statuto dei lavoratori richiede l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, oltre all'informativa al personale. Nei casi raccolti in questa pagina l'Autorità contesta con regolarità impianti installati senza questi passaggi.
Serve il consenso per installare le telecamere?
Di norma il consenso non è la base giuridica su cui si regge la videosorveglianza, che si fonda più spesso sul legittimo interesse o su un obbligo di legge. Questo non rende l'impianto libero: restano da rispettare informativa, proporzionalità dell'inquadratura e limiti di conservazione, che sono proprio i punti su cui le contestazioni si concentrano.
Per quanto tempo si possono conservare le immagini?
Non esiste un termine unico valido per tutti. Il principio è che le immagini vanno cancellate quando non servono più allo scopo per cui sono state raccolte, e nella prassi dell'Autorità una conservazione prolungata senza una motivazione specifica è tra le contestazioni ricorrenti. I provvedimenti qui sotto mostrano quali durate sono state ritenute eccessive nei singoli casi.
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